
Ora.
Recentemente ho letto che una persona si comporta inevitabilmente in accordo a come viene trattata: quindi, salvo le dovute eccezioni, se vuoi accanto un deficiente, tratta il tuo uomo da deficiente, e sarai accontentata! La lettura dei libri di Costanza Miriano è stata illuminante, da questo punto di vista: è doveroso avvertire che si tratta di opinioni forti e particolarmente controcorrente, ma se si ha la forza e sicurezza necessarie a mettersi in discussione e a sopportare un punto di vista diverso dal proprio, si attinge a una posizione alternativa, in cui la coppia non è un eterno braccio di ferro su "mio" e "tuo", ma una gara a chi valorizza di più l'altro.
Osservo le donne che conosco: vedo professioniste in crescita o affermate, in grado di gestire dodici ore di lavoro consecutive, due o più bambini (con relative attività extra-scolastiche), cura della persona e della casa. Tutte si lamentano del fatto che gli uomini non riescono a fare quanto loro. Il punto, secondo me, è che abbiamo usato la nostra naturale predisposizione al multi-tasking (tutte le femmine, dovendo gestire i piccoli, sono in grado di fare più cose insieme) come "doping" nel mondo del lavoro, dove siamo state ospitate e poi accolte dagli uomini senza però godere di regole particolari, tipo nidi aziendali di dimensioni decenti, congedi per maternità adeguati, orari flessibili, telelavoro etc etc.
E ora dico una cosa scomoda: queste non sono pari opportunità. E' come non costruire ascensori e dire a un paraplegico che può entrare nell'edificio, se riesce a fare le scale con la sedia a rotelle.
Una persona molto molto saggia, in passato, mi disse che la rabbia nasce sempre dalla repressione di altri sentimenti. Allora mi chiedo: cosa stanno reprimendo le donne? Forse quella capacità di amare con tenerezza, di ascoltare, di stimare l'altro, in primis il proprio compagno, senza pretendere da lui livelli standard (secondo lei) di efficienza, ma valorizzandolo per quello che è.
Sognamo un Romeo con fisico da Wim Diesel e savoir faire da Sean Connery ma trattiamo ogni portatore di cromosoma Y come un invertebrato.
Provate a pensare a quando dovete chiedere le ferie al vostro capo perennemente furioso. Ecco. Probabilmente il vostro Romeo si sente così nel chiedervi di uscire.
Ve lo dice una che ha tenuto l'ascia in mano fino a ieri. E poi l'ha posata. E si è accorta di non averne affatto bisogno.
Provare per credere.
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